Dopo la distorsione ho ripreso gli allenamenti con un acciacco in più, mi sono riportato velocemente sui miei tempi facendo finta di non avere dolori e nemmeno stanchezza perchè mi mancava tanto così al primo step importante, che peraltro non ho raggiunto del tutto visto che ci sono arrivato una volta sola e non agevolmente (sbavavo come un puledro al gran premio), ovvero correre senza soste per un'ora consecutiva.
Ecco i passaggi:
05 aprile - 3km in 18 minuti (primo allenamento dopo l'infortunio)
07 aprile - 6 in 36 minuti
09 aprile - 9 in 54 minuti
11 aprile - 7,5 in 45 minuti
15 aprile - 7,5 in 48 minuti (affaticamento)
17 aprile - 10,5 in 63,40 minuti (gooool)
Una piccola considerazione cui ho pensato proprio in una di quese mie uscite, sotto la pioggia che in questo periodo mi fa andare più forte chissà come mai: spesso mi sento dire "chi te lo fa fare?", perchè fare questa fatica, perchè insistere con la disciplina di un soldato, perchè correre con il sole la pioggia il vento, perchè correre per poi doversi medicare continuamente ed essere schiavi di cerotti e pomate, perchè?
La mia personalissima risposta me la do proprio in quell'occasione in strada sotto l'acquazzone al quarto giro dell'isolato, occasione che rappresenta quelle rarissime volte in cui la fatica si sente poco e quasi alla fine ti sembra di avere fiato ed energia per andare avanti per sempre e ti senti anche più veloce (e non è vero) e spingi come un dannato anche se da fuori forse ti stanno vedendo arrancare ma tu sei in forma e riesci persino a cantare
"... e Cesare perduto nella pioggia sta aspettando da due ore il suo amore, Ballerina..."
e guardi il cielo minaccioso di nuvole sopra di te.
Questi rari momenti ripagano la fatica e il dolore perchè sono quei momenti in cui tu ti senti semplicemente bene e non vorresti essere in nessun altro posto e tempo: è un "momento" molto fisico ma anche metafisico, qui e adesso sei su un altro livello e se esiste un "qualcuno" lassù ti sta guardando e sorride.
Sono troppo romantico (sciocco?) ma quegli attimi hanno queste sensazioni per me ed è per questo forse che mi piace correre da solo e con la musica adatta alla giornata nelle cuffie.
Ecco i passaggi:
05 aprile - 3km in 18 minuti (primo allenamento dopo l'infortunio)
07 aprile - 6 in 36 minuti
09 aprile - 9 in 54 minuti
11 aprile - 7,5 in 45 minuti
15 aprile - 7,5 in 48 minuti (affaticamento)
17 aprile - 10,5 in 63,40 minuti (gooool)
Una piccola considerazione cui ho pensato proprio in una di quese mie uscite, sotto la pioggia che in questo periodo mi fa andare più forte chissà come mai: spesso mi sento dire "chi te lo fa fare?", perchè fare questa fatica, perchè insistere con la disciplina di un soldato, perchè correre con il sole la pioggia il vento, perchè correre per poi doversi medicare continuamente ed essere schiavi di cerotti e pomate, perchè?
La mia personalissima risposta me la do proprio in quell'occasione in strada sotto l'acquazzone al quarto giro dell'isolato, occasione che rappresenta quelle rarissime volte in cui la fatica si sente poco e quasi alla fine ti sembra di avere fiato ed energia per andare avanti per sempre e ti senti anche più veloce (e non è vero) e spingi come un dannato anche se da fuori forse ti stanno vedendo arrancare ma tu sei in forma e riesci persino a cantare
"... e Cesare perduto nella pioggia sta aspettando da due ore il suo amore, Ballerina..."
e guardi il cielo minaccioso di nuvole sopra di te.
Questi rari momenti ripagano la fatica e il dolore perchè sono quei momenti in cui tu ti senti semplicemente bene e non vorresti essere in nessun altro posto e tempo: è un "momento" molto fisico ma anche metafisico, qui e adesso sei su un altro livello e se esiste un "qualcuno" lassù ti sta guardando e sorride.
Sono troppo romantico (sciocco?) ma quegli attimi hanno queste sensazioni per me ed è per questo forse che mi piace correre da solo e con la musica adatta alla giornata nelle cuffie.
2 commenti:
io credo crollerei al suolo con la lingua di fuori alla disperata ricerca di aria e con il corpo dolorante in ogni minima parte prima di arrivare ad avvicinarmi a quel momento di cui parli XD
non ti credere è tutto relativo...ci arrivi anche dopo pochi minuti magari; certo di solito devi faticare per dei buoni quarti d'ora prima di sentire davvero il tuo corpo :)
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