Nell'attesa che trovi l'ispirazione per scrivere un resoconto del mio viaggio a Berlino, inganno l'attesa con una citazione che ho incontrato in questi giorni, mentre studio per prepararmi ai concorsi prossimi venturi che dovrò affrontare all'università.
La citazione è di Knights e Roberts (1982) a sua volta contenuta in Hatch (1997), Teoria dell'organizzazione, Il Mulino (ed. it. 2005) che è il libro che sto studiando.
Ritengo doveroso riportarla per intero per mostrare come, da un campo d'indagine piuttosto lontano dalla politica come le scienze dell'organizzazioni, ci giungano insight circa gli sconcertanti fenomeni che riguardano la coalizione politica attualmente al governo e il loro modo di trattarci a pesci in faccia (non ultimo le leggi ad personam).
Ecco la citazione:
Quando parliamo di autorità ci riferiamo a quelle circostanze in cui gli individui, invece di opporsi e cercare di eludere i tentativi di supervisione del proprio operato, accettano volontariamente il consiglio e la guida di altri. A differenza della coercizione, le relazioni di autorità si distinguono per il fatto che esse implicano e sono mantenute soltanto attraverso il reciproco riconoscimento dei soggetti in questione: ciascuno riconosce la propria dipendenza dalle azioni dell'altro, ma anche la propria libertà di azione. E' questo che rende morale l'autorità, come una relazione basata sulla fiducia. L'autorità non può essere imposta o posseduta individualmente, ma rimane sempre e comunque una caratteristica della relazione tra persone; entrambi i soggetti si impegnano a rispettare, e considerano legittimi, i diritti e gli obblighi reciproci che nascono dalla loro interazione. Non appena uno dei soggetti cerca di anteporre i propri scopi personali al rispetto per l'altro, la fiducia reciproca sparisce velocemente e si trasforma in tentativi di manipolazione reciproca. L'interazione passa dal riconoscimento reciproco degli attori come soggetti interdipendenti al tentativo di ridurre l'altro a un oggetto, conosciuto e prevedibile.
Che dire, gente? Non ci resta che meditare e piangerci sopra....
martedì 5 agosto 2008
La differenza tra autorità e potere
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Alessandro
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Categoria: attualità
sabato 10 maggio 2008
La classe docente non andrà in paradiso?
Vi racconto una mia esperienza personale e insieme professionale con quella che è la classe docente di oggi.
Vorrei che leggeste la cosa in modo critico, cercando di non generalizzare, sebbene 30 persone che si comportano tutte allo stesso modo può tentare a far generalizzazioni.
Come alcuni di voi già sanno sono docente di un modulo in un corso di specializzazione per docenti, naturalmente tralascio di dire dove e che corso, ma posso dire che si tratta di un corso con frequenza obbligatoria per ottenere appunto una specializzazione facilmente spendibile come insegnante all'interno di una scuola.
In questi corsi non sono previsti esami finali alla fine di ciascun modulo, bensì l'unico fattore importante è non superare il monte ore di assenze previsto. Gli studenti/insegnanti quest'anno hanno ottenuto di trasformare un quarto del monte ore di ogni materia in "auto-formazione", ossia il docente dà loro un tema e lo ci fanno sopra una relazione oppure rispondono ad un questionario alla fine del corso, ecc. ecc.
I miei hanno scelto di fare la relazione su un tema da me proposto, pensavo fosse questo, in realtà loro pensavano a qualcosa di più semplice.....
Ho avuto le ultime due lezioni ieri, mi hanno riconsegnato le relazioni, il mio compito era quello di correggerle e valutarle idonee/non idonee, niente voto quindi (l'idoneità non fà perdere quel quarto di ore del monte ore previste, la non idoneità invece si).
Bene, siccome le mie aspettative su queste relazioni non erano così tanto alte (ma neanche, come vedremo, così terra terra come avrebbero dovuto essere), sulla scorta di quanto già faccio all'università quando controlliamo le tesi e tesine degli studenti, ho controllato su internet se avessero copiato o meno testi dalla rete.
Avevo deciso di premiare chiunque avesse espresso un minimo pensiero o riflessione o rielaborazione sui contenuti che gli ho illustrato nel corso delle lezioni, e di penalizzare soltanto i pigri che avessero copiato direttamente da internet. Alla fine del controllo sulla rete, aveva copiato un terzo dei corsisti, e conseguentemente li ho reputati non idonei.
Ieri, ultimo giorno di lezione, alla fine di questa, ho diretto un ultimo saluto ai corsisti e alla fine ho parlato delle loro "relazioni", il leitmotiv del corso ha riguardato il favorire negli studenti lo sviluppo dell'autonomia, dello spirito critico, del senso di responsabilità e cose del genere - tutto mi sarei aspettato ma non che gli stessi insegnanti dimostrassero di averne ben poco!
Fatto sta che ho raccontato loro di come ho corretto le loro relazioni, via via che parlavo i loro sorrisi si sono progressivamente incupiti e si sono trasformati prima in smorfie di incredulità, poi sgomento e infine rabbia, rabbia!
Sono stato circondato dai "copiatori" che cercavano di appigliarsi ad una serie di scuse, una più degradante, insulsa o presuntuosa dell'altra, in ordine casuale:
1) veda che anche quelli che lei ha ritenuto idonei hanno copiato, qui copiamo tutti!
2) è la prima volta che ci succede, gli altri docenti ce lo hanno permesso (di copiare)!
3) ho copiato soltanto la prima pagina, la seconda è opera mia (da considerare che il minimo di pagine era due, e c'è stata gente che ha utilizzato interlinee assurde pur di rientrarvi)
4) ma quando lascio una ricerca ai miei studenti, loro copiano da internet....
5) la scusa più bella: MA LEI CE LO DOVEVA DIRE ALL'INIZIO DI NON COPIARE!
Quello è stato l'apice, il culmine della mia incazzatura (eh si, perchè nel frattempo mi ero incazzato), sono sbottato e ho sovrastato il marasma delle loro voci petulanti rimproverandoli che uno tutto si può aspettare, fuorchè che bisogni ricordare a degli adulti maggiorenni e vaccinati, nonchè con la responsabilità educativa di ragazzi (i loro studenti), che NON BISOGNA COPIARE DA INTERNET!
Questa è la cronaca minuziosa di come è andata la cosa, sono profondamente triste e sgomento di come vanno le cose, e di quella che domani sarà la classe docente dei miei figli (beninteso, se non emigro prima, insieme a Marco!). Dite la vostra, vorrei capire se sono io che vedo tutto nero oppure è davvero vergognoso come fatto.....
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Alessandro
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07:29
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Categoria: attualità
mercoledì 6 febbraio 2008
Libro scomodo
Mi riferisco a "La Casta", libro-denuncia uscito almeno sei mesi fa ed andato a ruba per molto tempo e proprio per questo non riuscivo mai a trovarlo in biblioteca rimandandone la lettura; poi tempo fa me lo hanno prestato e devo dire che si legge in fretta, non solo per la stesura molto scorrevole ma perchè non si vede l'ora di arrivare in fondo!
Leggere degli sprechi e dei furti perpetrati dalla classe politica ad ogni livello e in ogni "colore" politico è estenuante e rivoltante e spesso le cifre sono talmente enormi che non sembrano nemmeno vere, invece prutroppo canta canta come si suol dire.
Pensate al peggio che vi possa venire in mente in fatto di arraffoni, schifosi, arrivisti, burocrati e furbetti ignoranti e prepotenti. Moltiplicatelo per 10 e poi convertite in euro e sarete comunque lontani dalla realtà politica (o mafiosa? perchè la mafia non è solo quella delle lupare ma anche e soprattutto quella del clienti e degli amici di partito), non solo a livello di parlamento ma anche nelle regioni, provincie, comuni di questo bel paese che di bello ha sempre meno.
Ora certe considerazioni in vista del prossimo voto non so quanto siano opportune però sono sempre più convinto che in questa Italia la rivoluzione francese non sia ancora stata fatta e forse sarebbe ora... intendiamoci, niente ghigliottina ma sarebbero tutti, tutti da mandare a casa.
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Marco
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19:03
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giovedì 31 gennaio 2008
Politica... e tre
Ah, la politica… 16 anni e pretendere di capirne qualcosa…
Però una cosa l’ho capita: che sono tutti da buttare.
Possibile che al governo ci sia gente che ha fatto la Prima Repubblica, e altri a momenti firmavano la Costituzione all’assemblea costituente nel 1947?
Possibile che al governo ci siano avvizziti avanti di galera? Che in prigione non ci sono andati, per il semplice fatto di avere le tasche troppo gonfie per entrarci?
Possibile che dei vecchietti di circa 100 anni decidano le sorti di un paese che ha bisogno di forze giovani per andare avanti?
Possibile che le poltrone del governo siano così comode, che le chiappe di Lor Signori non si decidono a scollarvisi, anzi, hanno messo radici?
Possibile che per aiutare le famiglie, si chieda loro di pagare, e poi di pagare, e poi di fare sacrifici, e ancora sacrifici, per pagare tasse, e poi tasse, e ancora tasse?
Possibile che tu debba mettere da parte i soldi per una vita per comprare casa, e che poi debba pagare una tassa sulla casa?
Possibile che alcune piccole aziende debbano chiedere un finanziamento per pagare le tasse?
Possibile che Lor Signori non si rendano conto di non essere portati a governare il paese?
Possibile…?
Possibile…?
Possibile…?
Sì.
Siamo in Italia.
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Caterina
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18:29
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venerdì 25 gennaio 2008
Politica...e due
Cosa aggiungere al discorso di Alessandro? è tutto fantastico per come è esposto e non si può non essere daccordo, ed evviva queste riflessioni perchè ci rimane solo questo.
Vivo un momento in cui c'è molto cinismo nei miei pensieri specie in queste situazioni in cui la realtà propone certi fatti che dovrebbero portare al dialogo e al pensiero ma se cerchi di confrontarti con chi è più "famoso" o "esperto" non hai nessuna soddisfazione (in tutti i sensi, oggi ogni persona che sia un minimo pubblica ha un blog/email/sito e tutti fanno finta di aprire dialoghi un po' più impegnati ma nessuno poi si sogna di rispondere alle considerazioni della gente, anzi spesso non vengono nemmeno rese pubbliche certe risposte che scrive l'uomo della strada su argomenti frivoli, figuriamoci su quelli seri, forse per paura di aprire un dibattito su un sito dove invece è bene che ci sia solo una bella vetrinetta feticcia in cui è possibile solo scrivere "quanto sei bello e bravo").
Questo paese, lo dico spesso, non ha ancora avuto la sua rivoluzione francese ed ogni occasione del genere mi fa pensare che sia davvero ora... io penso che tra l'inquisito organizzato sia sempre preferibile il buono disorganizzato perchè peggio di così non potrà essere e potrà comunque solo migliorare mentre ora certe situazioni sono in caduta libera.
Io mi sento spesso impotente, forse ho perso entusiasmo per il fatto che non so mai bene dove indirizzarlo: se sapessi come agire per cambiare certe cose forse mi ci butterei a capofitto ma non so bene cosa poter fare per cambiare certe situazioni.
Leggo certi fatti come quelli di questi giorni e penso a chi sono le persone che ci dovrebbero trasportare nel nostro futuro e mi viene il vomito e molti come me pensano che è meglio non pensarci..insomma vorrei pensarci per mandarli tutti a casa ma visto che non lo posso fare è meglio non pensarci altrimenti vivi con la bile gonfia!
E' tutto un po' confuso, anche io non rileggo ma possiamo sempre spiegarci meglio dopo...
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Marco
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10:53
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giovedì 24 gennaio 2008
Politica.....oddio
Oggi riflettevo con una persona a me cara della situazione politica attuale.....
E' successo ad ora di pranzo, quindi abbastanza lontano dal voto del Senato. In realtà per chi non lo sapesse io sono siciliano, e in questi giorni ho anche altre gatte da pelare con la questione di Cuffaro.
Il mio interlocutore, che ha molta più esperienza e acume di me mi ha fatto riflettere su una cosa, o meglio mi ha fatto capire che non la penso solo io così: il nostro problema maggiore è che non abbiamo una classe politica degna di tale nome. La stragrande maggioranza di coloro i quali ci governano fanno solo i loro interessi e se ne fregano dell'interesse del paese.
Prendiamo la legge elettorale: non si è potuta fare per la semplice ragione che i piccoli partiti che tenevano in ostaggio Prodi mai gli avrebbero permesso di varare una legge di tipo maggioritario.
A riguardo mi viene da pensare all'uscita di Mastella dal governo, sapete quanti senatori aveva costui: 3!!!! A mio avviso non è uscito dal governo solo per gli attacchi a se stesso e a sua moglie, ma per evitare che si potesse arrivare a votare il referendum.
Mi spiego: cadendo adesso il governo c'è almeno la piccola possibilità che si possa andare al voto legislativo prima del referedum - affossandolo di fatto. Ciò decreterebbe la salvezza di tutti questi piccoli partitini parassati che ci succhiano il sangue e il futuro!
Io sono sinceramente schifato di tutte queste microscopiche formazioni politiche che non rappresentano nessuno e vanno avanti a forza del voto clientelare.
Passiamo alla mia terra, la bedda Sicilia!
Sempre il mio interlocutore, per una conoscenza diretta non solo dei fatti ma anche delle persone, mi ha detto chiaramente che non esiste allo stato attuale una vera alternativa a Cuffaro, del quale tutti chiediamo le dimissioni (anche io ho votato la petizione online). In questo momento in Sicilia non c'è nessuno con un disegno e un'organizzazione politica tale da poter essere un'alternativa politica forte a costui.
La cosa è doppiamente triste se pensiamo al background socio-politico che ha visto l'ascesa e il consolidarsi del Cuffarismo - un misto di mafia-religione-affarismo-clientelismo.
Se devo scegliere tra il diabolico organizzato e il buono disorganizzato io non so davvero dove sbattere la testa!
Nell'aprile 2006, quando l'Unione vinse le elezioni io mi trovavo in Irlanda del nord per lavoro, ricordo che in quei giorni paventavo la possibilità di dover preferire il rimanere all'estero piuttosto che vivere in un paese governato da Berlusconi.
La mia visione di allora era miope - il problema non è solo Berlusconi, ma sono i vari Mastella, Casini, e tutti i leader delle varie microformazioni - poi non parliamo di gente come Bossi - ho appena cenato, please....
Questo è uno sfogo, l'ennesimo...
Smettiamola di parlare delle cazzate e parliamo di cose serie, quantomeno confrontiamoci - per favore non rispondete a questo post ma createne uno ex-novo.
Grazie dell'attenzione
p.s. ormai l'avrete capito: non rileggo mai quello che scrivo - ritengo che così sia più diretto e spontaneo, nonostante gli errori.
Pubblicato da
Alessandro
alle
22:36
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