martedì 5 agosto 2008

La differenza tra autorità e potere

Nell'attesa che trovi l'ispirazione per scrivere un resoconto del mio viaggio a Berlino, inganno l'attesa con una citazione che ho incontrato in questi giorni, mentre studio per prepararmi ai concorsi prossimi venturi che dovrò affrontare all'università.
La citazione è di Knights e Roberts (1982) a sua volta contenuta in Hatch (1997), Teoria dell'organizzazione, Il Mulino (ed. it. 2005) che è il libro che sto studiando.
Ritengo doveroso riportarla per intero per mostrare come, da un campo d'indagine piuttosto lontano dalla politica come le scienze dell'organizzazioni, ci giungano insight circa gli sconcertanti fenomeni che riguardano la coalizione politica attualmente al governo e il loro modo di trattarci a pesci in faccia (non ultimo le leggi ad personam).
Ecco la citazione:

Quando parliamo di autorità ci riferiamo a quelle circostanze in cui gli individui, invece di opporsi e cercare di eludere i tentativi di supervisione del proprio operato, accettano volontariamente il consiglio e la guida di altri. A differenza della coercizione, le relazioni di autorità si distinguono per il fatto che esse implicano e sono mantenute soltanto attraverso il reciproco riconoscimento dei soggetti in questione: ciascuno riconosce la propria dipendenza dalle azioni dell'altro, ma anche la propria libertà di azione. E' questo che rende morale l'autorità, come una relazione basata sulla fiducia. L'autorità non può essere imposta o posseduta individualmente, ma rimane sempre e comunque una caratteristica della relazione tra persone; entrambi i soggetti si impegnano a rispettare, e considerano legittimi, i diritti e gli obblighi reciproci che nascono dalla loro interazione. Non appena uno dei soggetti cerca di anteporre i propri scopi personali al rispetto per l'altro, la fiducia reciproca sparisce velocemente e si trasforma in tentativi di manipolazione reciproca. L'interazione passa dal riconoscimento reciproco degli attori come soggetti interdipendenti al tentativo di ridurre l'altro a un oggetto, conosciuto e prevedibile.

Che dire, gente? Non ci resta che meditare e piangerci sopra....

2 commenti:

Anonimo ha detto...

leggi ad personas, esercito per controllare città e discariche, alcuni che per la legge sono più uguali degli altri..... io la vedo grigia

Anonimo ha detto...

Soprattutto piangere, purtroppo...