martedì 18 novembre 2008

http://www.beppegrillo.it/iniziative/whalesmassacre/

2 commenti:

Marco ha detto...

l'avevo visto ieri... brrr, la cosa che più mi fa uscire pazzo è il pensiero che esistano persone che godono di certi atti.
Io mi ricorderò tutta la vita quando un mio gatto che stava male mi è morto tra le braccia: ho pianto per giorni e la cosa peggiore, a parte l'affetto che uno prova per un esserino, è la sensazione che da veder perdere la vita di un animale che non ha il dono della parola perchè l'espressione è di gran lunga più forte di quanti lamenti avrebbe potuto fare: è assolutamente una cosa durissima da vedere e da digerire... e mi stupisco di come per alcuni questa sia solo una leggerezza!

Anonimo ha detto...

Io ho cominciato a seguire mio padre a caccia quando avevo 8 anni e a 16 avevo gà il mio porto d'armi. Ma se c'é una cosa che mio padre mi ha insegnato, fin da subito e per tutta la sua vita, é stato il rispetto verso gli animali, anche quelli considerati "selvaggina", e l'amore per i propri "compagni di vita", cani gatti o cavalli o semplici canarini. E purtroppo ho subito più volte il dolore della perdita di un animale al quale ero affezionato. Ma la morte di un qualsiasi animale mi riempie sempre di tristezza ( ho smesso di essere un cacciatore ormai da anni) specialmente quando avviene per motivi disumani come in questo caso e in particolare quando si tratta di animali selvatici uccisi pe la loro pelliccia.
Sarebbero tante le cose da considerare "disumane", pensate a come i francesi allevano le oche destinate a fornire il "fois gras".