Qualche giorno fa ho finalmente concluso la maratona didattica di questo semestre.
Non avevo mai insegnato tanto nel giro di poche settimane - nè guadagnato tanto insegnando (eheh)...
In totale ho parlato davanti ad uditori di studenti e docenti in formazione (auch!) per 93 ore, senza contare i kilometri percorsi per andare all'università - circa 300 a botta per 12 volte.
A parte l'aspetto economico che naturalmente deve ancora concretizzarsi - figuriamoci se sono mai puntuali quando bisogni slegare i lacciuoli della borsa - ho tutta una serie di riflessioni finali....
1) preparare le lezioni (io utilizzo le slide in powerpoint) è stata una faticaccia, detto questo immaginatevi che faccia ho quando una mia collega chiede innocentemente se posso passarle le slide in merito ad un certo argomento - ma vaffanculoooooooooo vattele a fare, parassita!
2) la storia di portarmi dietro videoproiettore e anche prolunga è diventata via via una farsa - ma è mai possibile che certe università si perdano - praticamente - in un bicchier d'acqua non assicurando i servizi minimi per la didattica???
3) riguardo i miei studenti, inizio con quelli più giovani; alla fine si è creato un bel rapporto, sebbene spero non travisino la cosa - nel senso che io agli esami sono implacabile. Giusto per chiarire il concetto, io sono una di quelle persone a cui la raccomandazione sfacciata fa l'effetto opposto, nel senso che divento ancora più severo: che senso ha cercare la raccomandazione se infatti sei sicuro della tua possibilità di fare l'esame? Senza considerare che, per un effetto di dissonanza cognitiva, non concepisco di dare voti bassi a qualcuno che conosco, e quindi: o fai bene o ti boccioooooooo! Ritornando agli studenti, al di là dei contenuti tecnici della disciplina, ho cercato di fargli capire in tutti i modi una cosa che spesso si capisce alla fine: l'università è un posto dove tu paghi della gente per trasmetterti delle nozioni e delle competenze (tra le altre cose) e quindi devi essere esigente nel senso di chiedere sempre di più e non sempre di meno (nel senso di carico di studio e impegno)!
4) riguardo i docenti che ho avuto la (s)fortuna di incontrare/formare ho imparato anche io molte cose. Ho avuto la certezza di una cosa che avevo "subodorato" già in passato: che fare lezioni ad adulti è molto più difficile, ma non perchè siano più esigenti o più critici, ma perchè sono più irrequieti e maleducati. Sebbene uno possa anche accettarlo passivamente nel caso, ad esempio, di formazione aziendale, a mio avviso non è molto consolante se gli adulti in oggetto sono a loro volta educatori e formatori. Mi fermo qui e tralascio altri commenti.....già sapete!
5) sta arrivando il periodo degli esami, ho già avuto i primi questo giovedì, ne avrò a cadenze regolari fino a fine luglio. Se succede qualcosa di carino ve la racconto....
E' tutto - sono stancoooooooooo!
p.s. da lunedì a mercoledì sono a Roma per il mio primo concorso all'Università; è triste dirlo ma so già al 99% che non vincerò, ci vado infatti per esercitarmi (non prendetela come una frase alla Ficarra & Picone) e per capire come funzionano sti concorsi. Se qualcuno è a Roma possiamo vederci, sarò ospite al Pigneto da un mio amico!
Non avevo mai insegnato tanto nel giro di poche settimane - nè guadagnato tanto insegnando (eheh)...
In totale ho parlato davanti ad uditori di studenti e docenti in formazione (auch!) per 93 ore, senza contare i kilometri percorsi per andare all'università - circa 300 a botta per 12 volte.
A parte l'aspetto economico che naturalmente deve ancora concretizzarsi - figuriamoci se sono mai puntuali quando bisogni slegare i lacciuoli della borsa - ho tutta una serie di riflessioni finali....
1) preparare le lezioni (io utilizzo le slide in powerpoint) è stata una faticaccia, detto questo immaginatevi che faccia ho quando una mia collega chiede innocentemente se posso passarle le slide in merito ad un certo argomento - ma vaffanculoooooooooo vattele a fare, parassita!
2) la storia di portarmi dietro videoproiettore e anche prolunga è diventata via via una farsa - ma è mai possibile che certe università si perdano - praticamente - in un bicchier d'acqua non assicurando i servizi minimi per la didattica???
3) riguardo i miei studenti, inizio con quelli più giovani; alla fine si è creato un bel rapporto, sebbene spero non travisino la cosa - nel senso che io agli esami sono implacabile. Giusto per chiarire il concetto, io sono una di quelle persone a cui la raccomandazione sfacciata fa l'effetto opposto, nel senso che divento ancora più severo: che senso ha cercare la raccomandazione se infatti sei sicuro della tua possibilità di fare l'esame? Senza considerare che, per un effetto di dissonanza cognitiva, non concepisco di dare voti bassi a qualcuno che conosco, e quindi: o fai bene o ti boccioooooooo! Ritornando agli studenti, al di là dei contenuti tecnici della disciplina, ho cercato di fargli capire in tutti i modi una cosa che spesso si capisce alla fine: l'università è un posto dove tu paghi della gente per trasmetterti delle nozioni e delle competenze (tra le altre cose) e quindi devi essere esigente nel senso di chiedere sempre di più e non sempre di meno (nel senso di carico di studio e impegno)!
4) riguardo i docenti che ho avuto la (s)fortuna di incontrare/formare ho imparato anche io molte cose. Ho avuto la certezza di una cosa che avevo "subodorato" già in passato: che fare lezioni ad adulti è molto più difficile, ma non perchè siano più esigenti o più critici, ma perchè sono più irrequieti e maleducati. Sebbene uno possa anche accettarlo passivamente nel caso, ad esempio, di formazione aziendale, a mio avviso non è molto consolante se gli adulti in oggetto sono a loro volta educatori e formatori. Mi fermo qui e tralascio altri commenti.....già sapete!
5) sta arrivando il periodo degli esami, ho già avuto i primi questo giovedì, ne avrò a cadenze regolari fino a fine luglio. Se succede qualcosa di carino ve la racconto....
E' tutto - sono stancoooooooooo!
p.s. da lunedì a mercoledì sono a Roma per il mio primo concorso all'Università; è triste dirlo ma so già al 99% che non vincerò, ci vado infatti per esercitarmi (non prendetela come una frase alla Ficarra & Picone) e per capire come funzionano sti concorsi. Se qualcuno è a Roma possiamo vederci, sarò ospite al Pigneto da un mio amico!
3 commenti:
quello che dici è condivisibile al 110%.
Ho sempre pensato che nella vita sono rarissimi i casi di persone ancora disposte ad imparare dopo una certa età: si può essere studenti fino a un certo punto ma spesso accade che quando studi non sei tu a cacciare i soldi per lo studio e quindi non arrivi a capire che paghi delle persone perchè ti diano nozioni e dovresti approfittarne, hai ragione ci si arriva sempre dopo.
Se nel gruppo di studenti che hai avuto o che avrai troverai persone motivate che sapranno accenderti e si lasceranno accendere da te avrai le soddisfazioni più grande cui possa aspirare un insegnante.
Gli insegnanti che ti chiedono le slide sono i parassiti più tremendi che non pensano che le slide sono il frutto di un percorso personale che deve imprimere agli alunni i concetti dell'insegnante e non del libro.
Ho un metodo infallibile: comprati un portatile apple ed un videoproiettore (con prolunga mi raccomando, almeno salti il problema organizzativo universitario a piè pari) e scrivi le presentazioni con un software apple meravilgioso (keynote) che fa presentazioni stratosferiche.
Quando te le chiederanno per copiare non potranno averle perchè su powerpoint col piffero che girano!
Se le vogliono i tuoi studenti invece gliele esporti come filmato ;-)
uau figo questo keynote!
in realtà nei congressi si utilizza ancora solo powerpoint, quindi mi ritroverei isolato a meno che non abbia un convertitore ppt...
perchè isolato? tanto oguno ha la sua presentazione no?
intendi che tutti usano lo stesso pc? per quello dovresti o usare il tuo con keynote sopra e collegarti al videoproiettore, oppure esportare in formato video (quicktime o altro) e vederlo con un player qualsiasi ... con quicktime hai la funzione del click per proseguire preservata
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