martedì 8 luglio 2008

blues e ricordi

Io mi accosto sempre con molta diffidenza ai libri scritti da chi fa lo scrittore solo per un attimo, cioè quelle persone famose per altri motivi che ad un tratto scelgono (o vengono invitati) di scrivere un libro.
Per due motivi: uno, che mi fa rabbia ed invidia pensare che "loro" possono pubblicare con tanta facilità solo perchè sono vip-famosi-conoscenti-ricchi.... due, che la quasi totalità dei risultati è meno di mediocre proprio perchè non è il "loro" mestiere - di solito questi romanzetti capitano in mano a tutti perchè sono i classici regali di natale quindi sapete cosa intendo, l'ultimo che ricordo è il "romanzo" del dj Linus che è una roba piuttosto discutibile (a parer mio ovvio, nessuno si senta offeso) di 80 pagine scritte in carattere 36 (quindi in realtà un temino di 20 paginette)... lasciamo perdere.
Invece qui abbiamo un eccezione, certo per lui è più facile scrivere perchè gioca con le parole da sempre componendo canzoni con una ricerca di parole estasiante.
L'autore è tale F.Guccini di Modena: ho cercato in biblioteca un suo libro di cui avevo sentito parlare ed ho scoperto che ne ha scritti molti. Ne ho preso uno, "Cittanova blues", che racconta le vicende de i ricordi personali di geventù in un turbinio dialettale modenes-bolognese che è tutto un solletico del palato, all'inizio complicato per chi non mastica l'emiliano ma via via rassicurante e ondeggiante compagno nelle orecchie. C'è molto di lui e delle sue canzoni e di alcune si comprende da dove nascono: un solo peccato, aver messo in fondo un vocabolario dei termini dialettali usati: sarebbe stato meglio prima perchè così viene voglia di ricominciare per capire meglio certi passaggi ma alla fine per chi è "straniero" diventa inagevole.

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