sabato 9 febbraio 2008

Perso in bicicletta

La premessa è che oggi sono uscito a fare un giro in bici, una vecchia bici scassata che tengo in garage: non vado mai in bicicletta, o meglio da ragazzo andavo moltissimo in bici, tutti i giorni al liceo e spesso su e giù per le colline liguri, per non dire sui monti visto che lì appena pochi km verso l'interno e punti già ai 1000 metri... comunque da parecchi anni non vado più in bici.
Come tappa del mio recupero improbabile alla corsa sto facendo una noiosissima ginaastica per il mio ginocchio e terapia e mi hanno consigliato appunto un uscita in bicicletta per testare che non avessi dolori almeno a pedalare, dunque necessitavo di un tragitto non troppo lungo ma con un tratto in salita continuo che mi tenesse costantemente impegnate le gambe.
Ora qui siamo sul tavoliere lombardo quindi è complicato trovare una salita a prima vista, in effetti in brianza invece non mancano i colli però se non sai le strade te li devi un po' cercare: così ho fatto mannaggia, e dai e dai mi sono perso... non proprio perso, sapevo dire dove mi trovassi in ogni istante ma qui ogni rotonda ti fa perdere la bussola e devi ricominciare a cercare, cercare.... insomma tanto ho fatto che la mia piccola sgambata si è tramutata in 35 km circa quasi in continua salita! Sono arrivato a casa dopo due ore abbontanti con la lingua a penzoloni e le gambe a pezzi - il ginoccchio non mi ha fatto male anche se secondo me non vuol dire che sia guarito perchè i doloretti sono sempre presenti.
Tanto per farvi capire ho scavalcato il fiume Adda un paio di volte: allego percorso poi decifrato con google.



Ovviamente mi sono già preso del "pirla" dalla mia signora ma questo è il minimo... le ho spiegato tante volte che io, pur non essendomi mai perso e avendo un orientamento invidiabile, sono un uomo di mare e qui il mare non c'è e a me manca un lato; uno si abitua per vent'anni al fatto che se sali vai ai monti e se scendi vai al mare e di lì non si scappa, poi si ritrova gettato su un piatto ripieno di rotonde tutte uguali....qui non lo capiscono!

P.Cevoli: "il mare. chi è nato in un posto di mare fa fatica a stare senza. è una questione di orientamento. quelli nati in un posto di mare gli manca un lato. si parte dal presupposto che su tre lati c'è la terra e sul quarto c'è il mare e più in là non si può andare. come vivere in una casa con tre muri. o meglio, sul lato del mare c'è un sacco di roba. che apre la testa. slarga la visuale. il mare".

2 commenti:

Anonimo ha detto...

XD...fortuna che non volevi fare una gita in bici ma solo un giretto..se no arrivavi fino al mare ;P
vedici il lato positivo!!...almeno non t'ha fatto anche male la gamba! :D

Marco ha detto...

eheh io son così, se decido di partire poi non mi fermo!
ricordo una volta quando avevo 12-13 anni che decisi che quella domenica sarei andato dagli amici in bicicletta... gli amici però stavano in un paese di collina a 40km da Sanremo con una strada con forti pendenze (per capirci negli ultimi 7 km le auto procedevano in seconda marcia).
Io andai e una volta arrivato giocai tutto il giorno a basket e poi a calcio con gli amici!
Il giorno dopo mi venne la febbre sul labbro naturalmente...