Premessa: Avevo già scritto questo post giorni fa ma inavvertitamente ho cancellato tutto poco prima della fine. Iniziava così: “Eccomi qui a recensire non uno, bensì due libri….”, annullare tutto è stato un bene, leggerete qui di seguito il perché (nel frattempo sto scrivendo in Word e solo alla fine incollerò tutto sul blog, giusto per evitare altri incidenti).
…Eccomi qui a recensire non uno, non due, bensì tre libri. Il primo l’ho letto in quasi tre mesi, il secondo in circa tre settimane e il terzo in mezza giornata – la qualità è ottima in tutti i casi.
Il primo libro che mi trovo a recensire, quello che ha preso notevolmente più tempo rispetto agli altri è “Storia della filosofia occidentale” di Bertrand Russell”.
Premetto che prima d’ora reputavo la filosofia una disciplina di una noia mortale, retaggio dell’esperienza disastrosa che ho vissuto al liceo, dove cercavo in tutti i modi di studiarla il meno possibile.
Leggere questo libro non è stata una mia iniziativa, l’ho fatto perché una persona a me cara me lo ha consigliato vivamente; certo, il primo contatto non è dei migliori, dato che consta di oltre 800 pagine – il mio giudizio sintetico (a posteriori, per parafrase Kant, con il quale oramai sia come **zzo e cu**) è che è un libro che bisogna assolutamente leggere.
In realtà non si tratta di un testo di filosofia in senso stretto, bensì di storia della filosofia; Russell inizia la sua narrazione dai primi filosofi greci per finire con Dewey, James e i filosofi dell’analisi logica (non sapevo neanche esistessero). Solitamente dedica un capitolo di 10-15 pagine ad ogni filosofo, con qualche eccezione. In realtà la sua trattazione non è esaustiva, solitamente infatti si concentra su alcuni aspetti del filosofo tralasciandone altri. Quello che mi ha conquistato, oltre allo stile di scrittura semplice e mai noioso, è il fatto che ogni tanto inframezza dei capitoli che non trattano di filosofi ma di correnti di pensiero più vaste e generali, oppure altri nei quali mette in relazioni accadimenti storici, sociali ed economici con lo sviluppo del pensiero e della cultura. Queste sono le parti che ho amato maggiormente, in particolare la sua trattazione dell’influenza del giudaismo sul cristianesimo e sulla successiva filosofia scolastica è una delle cose più belle e intellettualmente stimolanti che abbia mai letto.
Come dicevo, lo stile di Russell non è pedante né accademico, è semplice, scorrevole e a tratti persino umoristico. In conclusione lo consiglio a chi voglia capire da dove vengono le nostre idee e le concezioni della vita che crediamo nostre e che invece hanno una precisa origine filosofica. Ritengo altresì che un libro del genere andrebbe proposto nei licei da affiancare ai classici e noiosi libri di testo di filosofia, anche se la presenza di un professore noioso e inetto riuscirebbe sicuramente anche a far odiare il libro di Russell a degli studenti mediamente motivati.
Il secondo libro di cui vi parlo si intitola “La signora va nel Bronx” ed è stato scritto da Marianella Sclavi, una sociologa che insegna al Politecnico di Milano.
Il libro mi è capitato per caso tra le mani, lo ha letto infatti un’amica della mia ragazza come complemento ad un corso universitario e, nell’atto di riconsegnarlo in biblioteca, ha attratto la mia attenzione e ho deciso di leggerlo.
Si tratta di un testo di sociologia, scritto però in forma narrativa, con l’autrice che parla di sé e della sue avventure in terza persona. L’autrice narra di un’indagine che ha compiuto nel 1991-92 nel quartiere Bronx di New York per studiare come la gente si organizza dal basso in comitati per risanare sia architettonicamente che socialmente il degrado del quartiere.
Il libro si legge velocemente e con piacere, la parte che mi ha interessato di più è quella finale, dove descrive dei modelli pedagogici ed educativi adottati un alcune scuole “di frontiera”, per intenderci quelle dove per entrare bisogna passare sotto un metal detector e all’interno ci sono vigilantes che fanno le ronde.
In conclusione, a parte il piacere intrinseco che può derivarne chiunque, lo consiglio particolarmente a tutti coloro che sono impegnati nel sociale, che si occupano di architettura o interventi di comunità, e in special modo agli educatori e agli insegnanti.
Infine, eccomi a parlare del terzo libro, “Il più grande uomo scimmia del Pleistocene” di Roy Lewis.
Questo è un semplice libro di narrativa, uno dei più divertenti che abbia mai letto. Si tratta della storia di un’orda (eh si, come la nostra) preistorica di uomini-scimmia o, per dirla con le loro parole, di subumani. Quest’orda (all’incirca 6 maschi e altrettante femmine) si trova ad affrontare il momento evolutivo in cui, scesi dagli alberi, si stabiliscono a terra e iniziano a cacciare.
In realtà all’inizio non cacciano, ma seguono gli altri animali cacciatori e si nutrono di quello che loro lasciano. Successivamente iniziano a cacciare, prima con i sassi, poi con le clave e infine con le lance. Uno dei momenti topici è quando scoprono il fuoco su un vulcano e lo trasportano fino alla loro grotta – ogni volta che si spegneva bisognava tornare sul vulcano per prenderlo. Altri parti divertenti sono quando scoprono l’esogamia (ossia accoppiarsi al di fuori del loro nucleo familiare) e si trovano nella necessità di doversi trovare delle fidanzate, quando scoprono come fare il fuoco con la pietra focaia, e infine quando inventano l’arco.
Il libro è divertente e si legge in un soffio, a patto che abbiate tre-quattro ore per farlo.
Ho finito, spero di non avervi tediato troppo, e buona lettura!
4 commenti:
devo dire che ho letto ... anzi lessi tanti anni fa.... solo il primo dei tre libri che hai recensito, e devo dire che è vero, assolutamente la storia della filosofia di Bertrand Russel (grande matematico inglese del XX secolo) è uno dei 100 libri da avere nella propria biblioteca... ciao ale.
max (gatto)
se mi ricordo (e in questo periodo è tutto dire) prima di ferragosto vado in biblioteca e vedo cos'hanno di questi tre e di quei polizieschi di cui parlava Stefano
io adoro la filosofia, infatti mi ci sono laureato, anche se ora faccio il cuoco.. :P
devo dire che russel non è uno dei miei preferiti, ma un libro come quello è sicuramente degno di essere letto. prima o poi lo compro e me lo leggo! ;)
il secondo non l'ho letto ma conosco di persona l'autrice perchè stiamo facendo un progetto partecipato di politica dal basso nel mio quartiere (ormai dovrei dire ex-quartiere..) e lo ha organizzato lei. un personaggio davvero particolare devo dire, forse un po' troppo peace-and-love utopistico per quello che è il mio modo di vedere il mondo, ma sicuramente una persona colta e piacevole, immagino che anche i suoi libri siano interessanti come lei! ;)
del terzo non so dire nulla ma mi ha incuriosito e mi sa che me lo compro!
comunque io dopo la laurea ho deciso di darmi ai romanzi e prendermi una pausa di saggistica e libri impegnati.. mi sto facendo tutta la bibliografia di P.K. Dick, Lansdale, e altri romanzi che reputo imperdibili. ^_^
giusto per rimanere in tema: in questi giorni ho letto sia "lo hobbit" che "i figli di Hùrin" di Tolkien (il secondo è un romanzo postumo completato dal figlio di lui). Adesso sto leggendo "I pilastri della terra" e non riesco letteralmente a staccare gli occhi dal testo.
P.S. lo si trova a 10,40 euro (anche nei supermercati), edizioni oscar mondadori.
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