mercoledì 30 luglio 2008

26-07-2008, Milano

Non pensavo che oggi arrivasse il temporale
Non pensavo di non aver mai capito la frequenza
Non pensavo che dopo tutto quel trambusto non scendesse nemmeno una goccia
Non pensavo di essermi rotto di essere preso per il c**o



Non pensavo che l'arena fosse tanto grande e tanto piena
Non pensavo che vivere bene fosse la migliore vendetta
Non pensavo che avrei assistito per la prima volta ad un concerto nel prato così vicino al palco
Non pensavo che mi fossi perso nella mia testa
Non pensavo che ci fosse gente venuta per vedere i supporters
Non pensavo di svuotare la camera in 30 secondi



Non pensavo che ci facessero entrare addirittura nell'area vip, a due metri scarsi dai piedi della band
Non pensavo di poter volare sul Mulholland Drive
Non pensavo che un gruppo straniero mi piacesse così tanto
Non pensavo di scegliere le mie confessioni



Non pensavo che foste così rock
Non pensavo di diventare un dj alla fine del mondo
Non pensavo che di canzoni davvero belle ne aveste scritte così tante
Non pensavo di poter credere che avessero messo l'uomo sulla luna
Non pensavo di avere così tanta sete
Non pensavo che lasciare NewYork fosse difficile
Non pensavo che potessero far pagare una birra così tanto
Non pensavo di spingere un elefante su per le scale
Non pensavo di sentire tutte queste emozioni
Non pensavo di avere una storia come chiunque


Grazie Mike, grazie Peter, grazie Michael, speriamo di rivederci ancora e intanto prendo appunti.
Ah, ma i dinosauri di chi sono?

7 commenti:

Anonimo ha detto...

Che belli i R.E.M. una band senza tempo, mi sarebbe piaciuto essere li con te...

Alessandro ha detto...

Hai pensato che stessi perdendo la tua religione? :)))

Anonimo ha detto...

pare che in realtà voglia dire "perdere la ragione" o "perdere la pazienza", pensa te.
Beh allora al prossimo concerto organizziamo di prendere i biglietti per tutto il blog ;-)

Alessandro ha detto...

domanda banale: ma le foto le hai fatte te? belleeeeeee

Marco ha detto...

si si le ho fatte io: aneddoto, sulle foto!
Ero lì a scattare quando un arcigno membro dello staff mi chiama da sotto il palco e mi ringhia che non posso fare le foto perchè il mio obiettivo è troppo grande (questo è tipico delle direttive americane, anche in California alla sede Apple mi è capitato)! Insomma fotocamere compatte e telefonini che magari arrivano a riprendere i peli del naso di Stipe e a registrare tutto il concerto si (avevo un izio vicino che è stato con il braccio alzato a tenere il cell. in registrazione per 2 ore) ma il mio "tele" non si può.
Avendo già capito come girava gli ho prontamente risposto "non c'è problema" abbassando il ferro, e poi ho visto che si è inoltrato nella folla a intimare l'alt ad altri che come me avevano le reflex.
Naturalmente durante il concerto qualche scatto mi è per così dire scappato comunque perchè dovevo pur ricordare a me stesso nel futuro quanto fossi vicino in quel famoso concerto del 2008 :-)
Certe ordinanze sono proprio strane: cosa dovrei fare di quese foto secondo loro, rivenderle?

Anonimo ha detto...

Anche a me é capitato qualcosa del genere. Qualche anno fa sono andato a Londra, con il mio amico chitarrista Gerardo, a vedere l'ultimo (cosi hanno detto) live concert degli Shadows ( se non li conoscete vi posto tutte le loro canzoni così imparate a seguire le mie lezioni). Eravamo all'Apollo theatre di Hammersmith, comodamente seduti in poltrona durante gli ultimi 5 minuti in cui suonavano Apache ed io riprendevo con la mia piccola telecamera miniDV. Prima ero di lato nella sala, in piedi, ed avevo già ripreso quasi tutto il concerto, poi mi avevano trovato un posto in sala. Ad un certo punto un tizio mi tocca la spalla e comincia a latrare in pessimo accento da slum londinese. Capisco che non gradisce le mie riprese e mi fa segno di seguirlo fuori della sala.
Allora io ho adottato la tecnica del "ruzzolamerde" o stercorario come lo chiamate voi milanesi.
Quella di fingersi completamente stupido, incapace di capire, parlare, intendere e volere. Sguardo spaventato e stralunato, braccia allargate (nel frattempo un amico del gruppo mi aveva tolto di mano la video e l'aveva fatta sparire sotto la gonna di sua moglie) finchè il british bulldog si é stancato ed ha mollato la presa... ma già mi vedevo con le mollette agli occhi come il povero Malcom Mc Dowell in Arancia Meccanica.

Marco ha detto...

fantastica strategia, specie con i londinesi che io trovo veramente insolenti di solito....
eeehhmmmm mi sa che ci devi fare qualche lezioncina su questi Shadows